La riflessione della settimana

Posted on Posted in Generali

Uniti a Cristo per morire e risorgere con lui
In questa domenica che segna l’inizio della Settimana Santa e che siamo obbligati a trascorrere chiusi in casa, la Parola di Dio ci raggiunge con il racconto della passione e morte del Signore. È sempre un racconto che stupisce e turba. Lo fa soprattutto in questa domenica nella quale esso ci raggiunge non in chiesa, ma in casa non perché non abbiamo voluto andare a Messa, ma perché un male oscuro e micidiale attenta alla nostra vita e alla nostra salute e stiamo cercando di difenderci con tutti i mezzi e le precauzioni possibili, disposti a fare tutti sacrifici necessari pur di salvarci. Direi che siamo anche noi in qualche modo in un tempo di passione e morte che non è simbolico, né va inteso in senso spirituale, come facciamo di solito, ma è reale e inevitabile per tutti, nessuno può scappare. Ebbene, con il racconto della passione e morte di Gesù abbiamo la possibilità e la grazia di vivere e passare in mezzo a questo tempo insieme con Cristo, morto e risorto, dando ad esso un significato pasquale, collocandolo dentro una grande storia, che è essenzialmente una storia di morte e di risurrezione, come quella vissuta da Gesù nella sua stessa persona e dalla quale nessun essere umano potrà sentirsi escluso. Questa è la nostra storia, la storia dell’umanità. Può essere vissuta in tanti modi, che però non si equivalgono. Dio non è estraneo a questa storia. Dio la vive insieme con noi, non solo per darci coraggio, ma proprio perché non sia solo una storia di morte, ma anche di risurrezione. Perché il Dio che ci accompagna è un Dio che vive anche lui la nostra passione e la nostra morte, ma è anche un Dio che è risurrezione e vita.
La vicenda di Gesù non riguarda solo Gesù. È una vicenda che solo Gesù è riuscito a vivere in quel modo che ci è stato raccontato proprio perché era Gesù, era il Figlio di Dio fatto uomo. Ma è una vicenda che l’umanità non potrà cancellare dalla sua storia. È un passaggio obbligato.
Dobbiamo cercare di viverlo non con disperazione, ma con uno sguardo pasquale, illuminato dalla risurrezione che Dio ci dona anche in questa Pasqua priva di riti e di simboli, che molti forse negli anni passati hanno sottovalutato e che invece, ci rendiamo conto, sono molto importanti, se non necessari, per non sentirci schiacciati dagli eventi.

Don Franco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *