Quaresima 2021 – Il messaggio del Parroco

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Carissimi, vi invito ad affrontare il tempo liturgico della Quaresima, in questa perdurante situazione di pandemia, come una nuova occasione che il Signore, crocifisso e risorto, ci offre per disporci a condividere la sua passione, ossia la totale consegna di sé. Potremo così imparare a constatare i fermenti di vita nuova, frutto della sua risurrezione, che oggi già alimentano la vita della Chiesa e del mondo, al di là di ogni avversità.

Scriveva Madelaine Delbrêl: “Niente accade senza che Dio lo permetta e Dio niente permette che non possa tornare a sua gloria”.

È certo una notevole fatica scoprire le opportunità di vita nuova, nascoste all’interno di questi mesi, ma è importante
che questa situazione non passi inosservata. A tale proposito, papa Francesco ha commentato che “peggio di questa
crisi c’è solo il dramma di sprecarla, chiudendoci in noi stessi”.

Aiutiamoci, dunque, vicendevolmente, ad accogliere i segni pasquali, presenti dentro questo tempo di complessità, che tuttavia dobbiamo pazientemente decifrare, anche se a fatica. Come cristiani, mediante un comune discernimento, abbiamo il compito di trasformare questa fase critica della nostra storia in una occasione di conversione missionaria della pastorale, mentre, nello stesso tempo, ci confrontiamo con gli uomini del nostro tempo per offrire una corretta interpretazione degli eventi che ci stimolano a una nuova ripartenza.

Come cristiani e come cittadini siamo chiamati innanzitutto a una “presenza di speranza”, che invoca cammini di comunione e di corresponsabilità, mediante un’opera di riconciliazione a vantaggio di tutti, a partire dai più vulnerabili e dagli ultimi della società.

Dal momento che “tutto è connesso”, l’impegno o il disimpegno dei singoli ricade sugli altri, così che il dovere di proteggere se stessi è legato all’impegno di responsabilità verso gli altri.

Il cammino quaresimale include per noi cristiani, soprattutto, l’impegno (e non solo il proposito!) di iniettare uno
“speciale vaccino”, quello del cuore, che ci chiama a riconciliarci con Dio, innanzitutto mediante la celebrazione del sacramento della Penitenza, che in questo periodo è stato trascurato!

Nello stesso tempo, siamo invitati a prenderci responsabilmente cura degli altri, soprattutto di quanti la società considera come un peso, superando quel clima di generale indifferenza che ci distoglie dal riconoscerci tutti “sulla stessa barca”.

Vi invito ad avvalervi della lettura, meditata e attualizzata, della recente enciclica di papa Francesco “Fratelli tutti”, quale comune impegno quaresimale. Lettura che, come comunità, abbiamo già iniziato e continueremo insieme, nella catechesi.

Per costruire una vera fraternità occorre partire dalla consapevolezza che viviamo in un mondo senza frontiere e che in questa situazione la vera fratellanza è una esigenza ineludibile. “Ci chineremo per toccare e guarire le ferite degli altri?” (FT 70). È bello sentirsi Chiesa che cerca insieme le risposte alle domande suscitate dal tempo della pandemia, una Chiesa che si fa compagna di strada con tutti coloro che ricercano la verità, che si interrogano sul significato della vita e della morte, temi che facilmente emergono e per i quali i cristiani devono poter offrire significative
riflessioni.

Non possiamo dimenticare quanto ha auspicato il Papa nel suo storico discorso alla Chiesa italiana, radunata a Firenze, nel 2015: “Desidero una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza. Sognate anche voi questa Chiesa, credete in essa, innovate con libertà”.

don Marco

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