Il tempo santo della Quaresima

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Anche la Quaresima 2021 sarà segnata dalla pandemia e dalle misure anti-Covid che scandiscono la vita ecclesiale in Italia. Già lo scorso anno gran parte della Quaresima era stata marcata dal Coronavirus che era dilagato nella Penisola nelle settimane che portano alla solennità della Risurrezione. Come dice san Paolo, la Quaresima è «il momento favorevole» per compiere «un cammino di vera conversione» così da «affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male», si legge nell’orazione colletta all’inizio della Messa del Mercoledì delle Ceneri. In questo itinerario di quaranta giorni che conduce al Triduo Pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero di Salvezza, «rinnoviamo la nostra fede, attingiamo “l’acqua viva” della speranza e riceviamo a cuore aperto l’amore di Dio che ci trasforma in fratelli e sorelle in Cristo», ricorda papa Francesco nel Messaggio per la Quaresima 2021.

Il digiuno, l’elemosina e la preghiera sono i segni, o meglio le pratiche, della Quaresima. Papa Francesco, nel suo Messaggio, le definisce «le condizioni e l’espressione della nostra conversione». E aggiunge: «La via della povertà e della privazione (il digiuno), lo sguardo e i gesti d’amore per l’uomo ferito (l’elemosina) e il dialogo filiale con il Padre (la preghiera) ci permettono di incarnare una fede sincera, una speranza viva e una carità operosa».

Il digiuno significa l’astinenza dal cibo, ma comprende altre forme di privazione per una vita più sobria. «Il digiuno è legato poi all’elemosina, la quale sotto il nome unico di “misericordia” abbraccia molte opere buone». Così il digiuno è reso santo dalle virtù che l’accompagnano, soprattutto dalla carità, da ogni gesto di generosità che dona ai poveri e ai bisognosi il frutto di una privazione. Non è un caso che nelle diocesi e nelle parrocchie vengano promosse le  Quaresime di fraternità e carità per essere accanto agli ultimi.  «Vivere una Quaresima di carità  – sottolinea papa  Francesco – vuol dire prendersi cura  di chi si trova in condizioni di sofferenza, abbandono o angoscia a causa della pandemia da Covid-19».  La Quaresima, inoltre, è un tempo privilegiato per la preghiera. Sant’Agostino dice che il digiuno e l’elemosina sono «le due ali della preghiera» che le permettono di prendere più facilmente il suo slancio e di giungere sino a Dio.

Nel Messaggio per la Quaresima 2021 papa Francesco invita a rinnovare la speranza. «Nel raccoglimento e nella preghiera silenziosa – avverte il Pontefice – la speranza ci viene donata come ispirazione e luce interiore, che illumina sfide e scelte della nostra missione: ecco perché è fondamentale raccogliersi per pregare (cfr Mt 6,6) e incontrare, nel segreto, il Padre della tenerezza. Vivere una Quaresima con speranza vuol dire sentire di essere, in Gesù Cristo, testimoni del tempo nuovo, in cui Dio “fa nuove tutte le cose”».

 La Chiesa indica in questo tempo le seguenti proposte:           

  • la preghiera del rosario
  • la lettura personale della Bibbia
  • la preghiera in famiglia
  • la “Via Crucis” ogni venerdì
  • digiuno il Venerdì Santo e astinenza dalle carni tutti i venerdì di quaresima
  • opere di carità tra cui la colletta “Un Pane per amor di Dio” da destinare alle missioni diocesane
  • rinuncia alle cose superflue
  • accostamento al sacramento della Riconciliazione (il sabato pomeriggio)
  • visita agli ammalati e ai bisognosi.

 

 

 

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